Mini-presentazione

Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Raramente troverete qualcosa di mia mano, ma ad ogni morte papà (prometto che mi impegnerò di più allora).

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mercoledì 17 settembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 3°

... Nel passare il confine l'orologio è stato spostato in avanti, ma sono comunque stato sveglio tutta la notte ed ho pure camminato da fuori SPB, risultato: ho buttato nel sonno la mattina intera ed il pomeriggio...

Continuazione di Martedì 6 - Noise

Alle 19 ho il soundcheck per il concerto.
Naturalmente mi sono presentato un ora dopo perché sono rimasto chiuso nell'appartamento con la mia idiozia. Oh, non riuscivo a girare la chiave, non è come quelle europee!).
Essendo arrivato tardi, non ho assistito al primo progetto, ma il concerto è stato una bomba! Abbiamo suonato al
Summer Bar (profilo VKontakte), appunto un bar, piccolo ma molto bello, e di fronte ad una quindicina di persone.
Rimango brevemente al bar dopo il concerto e torno a casa.

La giovane coppia è molto stanca per via del lavoro e si mettono a dormire. Io invece devo ancora cenare. Mezzanotte passata, si può scendere per strada e trovare vita, ma soprattutto minimarket aperti 24h/24. In Russe e Ucraine ci sono prevalentemente questi tipi di minimarket aperti fino a tardi, alcuni fanno le 24 ore. Tutti questi alimentari sono chiamati
"produkty" (
продукты). Possono essere catene o esercizi famigliari.
Torno a casa con due robe vegan, e prima di entrare in casa mi fermo per vedere una cosa spettacolare. Un ponte sulla Neva, che ospita una grossa carreggiata, si è alzato. I ponti della Neva si alzano per circa tre ore nella notte a partire dall'1 circa, e sono tutti spettacolari... Sono veramente affascinato, tanto che rimango fuori per una buona mezz'ora prima di entrare in casa. Il ponte suddetto è, tra l'altro, lo stesso su cui il gruppo artistico Vojna (Война = Guerra) ha disegnato un enorme pene che è visibile dal palazzo del FSB (Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii; in russo: Федеральная служба безопасности Российской Федерации).

Alla fine ceno, sperando di non fare rumore (cosa che invece faccio).
Giovedì 7 - SPB
Giornata dedicata al turismo estremo. Visto una parte del centro di SPB e vengo anche accompagnato da Roman, l'uomo che mi ha organizzato il concerto. Egli ha suonato col nome di Stop Asking Stupid Question (in russo: Хватит Задавать Глупые Вопросы) prima di me: suona harsh noise con un distorsore collegato al microfono, oscillatori D.I.Y., un mixer con effetti e con un cespuglio di nastri magnetici -delle musicassette, per intendersi- messi in testa).
E' un programmatopre informatico di 30 e passa anni, che ha smesso di lavorare perché ora ha abbastanza soldi per vivere senza. Verrà presto a trovarci in Italia, molto bene. Ultima cosa, ma non meno importante è che suona della balalika nel gruppo Folk Punk/Metal (oppure "folkened art-core") Ankylym (profilo VK), ed han già fatto un tour in Italia

Torno a casa, ma fuori dal condominio trovo Sasha che si stava incamminando al parco, si sta meglio che in casa. Nelle case in Russia fa caldissimo, sono costruite apposta per tenere il calore per non far morire le persone durante l'inverno. Però muoiono d'estate.
Ci sediamo per leggere e scrivere in un parco bellissimo, dove molte persone giocano e si allenano a freesbee come se fosse lo sport nazionale.
Andiamo a prelevare Zhenya a lavoro, una buona mezz'oretta a piedi (coi mezzi pubblici ci si mette lo stesso tempo, tantovale camminare e tenersi in forma).
Zhenya è distrutto, anche il suo secondo giorno di lavoro è stato duro, il clima a lavoro è opprimente. La borghesia nuoce gravemente alla tua salute, ovunque.
Abbiamo l'occasione di fare due chiacchiere fino a tardi, domani è il suo giorno libero.


Venerdì 8 - Кронштадтское восстание

Ieri sera avevo deciso che avrei visitato Kronshtadt (Кронштадт). L'ho fatto. Ho dovuto prendere la metro e poi l'autobus n° 101. K. è il nome della città che si trova nell'isola di Kotlin. Purtroppo, non c'era nessun fottuto monumento dedicato ai rivoltosidi Kronshtadt del 1921. Solo un vago monumento ai marinai caduti per la guerra.
Ho girato brevemente la città e sono entrato in una chiesa ortodossa, mentre si svolgeva una messa. Sono stato benedetto.

Torno a SPB e mi trovo con Aleksander, un giornalista e musicista che era al concerto di mercoledì. Mentre chiacchieriamo passiamo davanti al Palazzo d'Inverno. SPETTACOLO.
Ceno a casa ed esco con Zhenya&Sasha e con due loro amici, compriamo due cose da bere e mangiare e infine ci andiamo a sedere su degli scalini che danno su uno dei canali della Neva. Si unisce a noi una ragazza croata che si trova a SPB per studio, e sa molto bene il russo.

Domani sveglia presto, si lascia SPB per andare a Mosca...!




martedì 9 settembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 2°

Lunedì 4 - "Il sole di mezzanotte"
Oggi ho girato Tampere per tutto il pomeriggio.  una piccola città, molto carina a parer mio, ci sono molti turisti e la gente è anche cordiale. per esempio (stupido), quando hai l'aria da turista ed hai una cartina/mappa in mano, la gente si ferma e chiede se hai bisogno di aiuto. Andrea mi ha anche detto dei lati negativi dei finlandesi (ogni popolo ne ha, suvvia); difatti la Finlandia è fondamentalmente un paese di borghesi. La working class non esiste, Stanno tutti troppo bene (economicamente) - e chi non ha un lavoro, ha comunque i soldi del welfare state. 
Torno a casa di A. per capire che programmi ha egli e che fare io, se partire stasera o se partire domani mattina. Alla fine opto per il partire la mattina presto.
Siamo io A. e la sua ragazza Ida in casa, mangiamo e tutti e 3 usciamo a fare una passeggiata in un bel parco che si affaccia su di un lago.
Ho imparato frasi stupide in finlandese e ci siamo divertiti anche nel pronunciare queste frasi a dei passanti random (ovviamente io). Ho addirittura rimediato un giro in barca da un pescatore, chiedendoglielo in finlandese. Il paesaggio era bellissimo, s'era fatte le undici di sera circa ed il sole non era calato tutto. Quel crepuscolo di mezzanotte era fantastico.

Martedì 5 - Bestemmie e benedizioni
Ci svegliamo alle 6 del mattino. Andrea deve andare a lavoro, io in Russia. Oggi è il giorno di inizio della data del visto e conto di arrivare presto in Russia (tipo mezzanotte). MA NON SARÀ COSÌ.
A. mi accompagna ad una fermata del bus appena fuori Tampere, sulla strada per Helsinki. Il primo passaggio è già un fallimento: il tizio è un ciccione coltivatore di marijuana che stava andando a far la sauna con un amico a Turku. Non so se non conosceva la strada o cosa, ma mi lascia su una via sbagliata; sono quindi costretto a tornare vicino Tampere e per fortuna un uomo capisce il problema e mi porta sulla buona strada. Dopo tanta attesa riesco ad arrivare a Lahti, una città che si trova sulla strada per Lappeenranta. Qui è l'inferno... aspetto fino a 4 ore (!) prima di trovare un passaggio.
Dal cielo cade un angelo di nome Janne. Capelli biondi e lunghi, raccolti, barbetta sul mento che spesso accarezza. Penso subito sia un metallaro nordico, ma preferisce band come Rainbow, Deep Purple e Black Sabbath (cit.).
Non mi ricordo, come ma finiamo di parlare di religione. Mi dice che egli è un cristiano protestante e studia Filologia all'università di Helsinki. In quei giorni stava ritrovando i suoi in un paesino da quelle parti, ma si offre di fare una 30ina di km in più per aiutarmi. Un ragazzo molto generoso (da vero cristiano) e anche intelligente (solo gli stupidi non ascoltano i Black Sabbath).
Quando si è fermato a quella fermata del bus di merda, la prima cosa che gli ho detto dal finestrino è stata "God Bless You". Un segno del destino? Abbiamo pensato entrambi. Ci abbiamo riso sopra... (damn, fuck!). 
Dopo 3 passaggi (tra cui un giovanotto, operaio che però vuole iscriversi alla polizia) arrivo al confine.
Non è ancora mezzanotte, ma continuo il racconto il giorno dopo.

Mercoledì 6 - Andare in Russia a tarda notte
Che emozione, sto lasciando la Finlandia per la Russia.
Controllo passaporto dalla parte finlandese del confine: si sono messi a verificare l'originalità del passaporto albanese e mi han chiesto il permesso di soggiorno in Italia o qualcosa che certificasse la mia provenienza; è bastata la carta d'identità. Il giovane sbirro mi ha chiesto, prima di passarli la carta d'imbarco del volo, come sono venuto in frontiera (risposta: in autostop) e mi informa che ai russi non piace che si vada a piedi, che è vietato proprio e mi consiglia di andare con un automobile, anche perché non è vicina la dogana russa.
Subito un generoso un businessman sudan-egiziano, e con cittadinanza finlandese, mi porta con se al confine in auto. Non ho ben capito di che si occupa (qualcosa coi supermercati) ma ha viaggiato e vissuto ovunque (Iraq, Egitto, Germania, Finlandia, Cina e Hong Kong).
Alla dogana sbirri e sbirre sono quasi sorpresi di un albanese che entra in Russia, ma non troppo perché non sono l'unico... anche se la collega di quella che mi controllava il passaporto continuava a fissarmi, come se fosse innamorata. Mettevano sotto lo scanner tutte le pagine impegnate del passaporto e pure alcune libere. infine compilo la "carta di immigrazione" e ora tocca aspettare che agli autisti/proprietari di auto viene fatto un ulteriore controllo. Intanto, sposto l'orologio di un'ora in avanti.
L'uomo nero mi porta fino alla stazione di servizio e deve lasciarmi lì, perché dopo aver preso il carburante torna indietro. Molti finlandesi infatti passano in Russia solo per fare benzina; conviene alle loro tasche evidentemente.

L'uomo chiede ad un automobilista, che ha passato anch'egli il confine appena dopo di noi, se andava a San Pietroburgo (in russo: Санкт-Петербург). Quindi viene da me e mi dice di parlare con l'altro uomo. Ebbene egli si dirige a Mosca e passa per SPB / СПБ (abbreviazione di San Pietroburgo)
Piccola parentesi: questa città ha cambiato nome 4 volte. Fu chiamata anche Pietrogrado (in russo: Петроград - Petrograd) e Leningrado (in russo: Ленинград - Leningrad).
È fatta. Essendo io un fottuto smemorato, non ricordo il nome di costui, comunque è un russo che vive in Svezia (l'auto è targata "S" anche).
Un paio d'ore di viaggio insieme e gli tocca lasciarmi sulla tangenziale di SPB, da dove parto a piedi verso la periferia. Ci sono aziende e ferrovie all'inizio, classico di una metropoli e poi vedo le prime case, sovietici edifici razionalisti. Affascinante.
Incontro le prime persone sveglie la mattina e grazie a loro arrivo alla metro più vicina, dopo aver passato un ponte immenso, il Volodarskij Most (Володарский Мост - most = ponte) che TRABALLAVA, ad ogni auto che sfrecciava e ad ogni tram che passava. Avevo una seria paura di cadere nel fiume Neva (Нева) da un momento all'altro.


Disagio. Rimango perplesso per un'oretta prima di capire cosa fare: il telefono non mi fa chiamare il compagno che mi ospiterà (forse non avevo dormito abbastanza, che dite?).
Alla fine un negoziante a cui chiedo di riparare il telefono, mi fa chiamare il compagno col suo cellulare. Finalmente arrivo a casa.
Faccio di persona la conoscenza di Zhenya (Женя, pronunciato Jenya, come journal in francese), ennesimo soprannome russo ovviamente, e di Sasha (Саша), due compagni molto intelligenti ed in gamba. Egli è di famiglia russa, trasferitasi in Bielorussia, dove è nato, come Sasha. Al contrario di lei, però, egli sa meglio il russo e lo preferisce parlare rispetto al bielorusso. Insieme hanno girato molti paesi come Polonia, Germania, Paesi Baltici, Francia, Italia e pure l'Albania! In alcuni di essi ci hanno pure vissuto per uno o quattro mesi.
Stupefacente, conoscono entrambi l'italiano. Zhenya ha lavorato in Italia come cuoco, mentre Sasha lo sta studiando solamente, ma lo sa parlare molto bene! Ella conosce altre lingue come il polacco, il francese e forse qualche altra... ad ogni modo, le lingue sono la sua passione, non a caso fa la traduttrice dall'inglese al russo come lavoro.
Nel passare il confine l'orologio è stato spostato in avanti, ma sono comunque stato sveglio tutta la notte ed ho pure camminato da fuori SPB, risultato: ho buttato nel sonno la mattina intera ed il pomeriggio.


La giornata non è finita ma mi fermo qui a scrivere perché è tardi, ma continuo nel prossimo post. Bella lì raga.


Set foto di Tampere e road to Lappeenranta/Россия + foto di Санкт-Петербург (non guardatele tutte prima di leggere la prossima parte!)

domenica 7 settembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 1°

Il titolo scelto per questo diario di una nuova avventura "Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore" dice la verità. Scoprirete il perché alla fine.
Inizio col tradurvi le prime 3 parole, è molto semplice. Suomi è il nome della Finlandia in finlandese; Россия (trans: Rossiya o Rossija) significa Russia in russo con l'alfabeto cirillico; Україна (trans: Ukrayina o Ukrajina) è il nome dell'Ucraina in ucraino, con cirillico ucraino (cambia leggermente da quello russo, come la lingua propriamente).
Ho scelto di fare questo viaggio per visitare due nuovi paesi per me (Finlandia e Russia), per rivedere l'Ucraina e per conoscere persone nuove e altre con cui avevo già un contatto. Saranno quasi tutte persone appartenenti all'ambiente libertario con cui ho moltissime condividere e imparare, soprattutto riguardo gli ultimi avvenimenti che hanno attraversato l'Ucraina e la Russia negli ultimi due anni.
L'intento è quello di attraversare Finlandia, Russia e Ucraina in autostop (fino in Italia). Date: dal 2 agosto (2014) a fine mese.

Sabato 2 Agosto
Sono le 15:30 e mi trovo in Stazione Centrale a Milano. Sulla carta d'imbarco c'è scritto che il gate chiude alle 16:40, mezz'ora prima che parta l'aereo... e devo ancora arrivare a Bergamo Orio al Serio!
Fra 15 minuti parte la navetta per BG.. Partita. Arrivo alle 16.25 in aeroporto e corro, chiedendo alle persone in fila al check-in (controllo visto-passaporto) se mi fanno andare avanti. Check-in fatto. Corro come un pazzo ai gates, ma prima c'è il controllo di sicurezza, che riesco a passare in fretta perché scavalco anche lì. Ora corro ancora, verso il Gate 15... e trovo la fila. Non sono l'ultimo arrivato che deve prendere il volo per Lappeenranta. Sto volando in Finlandia per dei motivi semplici: è un paese che non ho mai visto; è vicino alla Russia, e mi costa meno volare in Finlandia che in Russia, così ho risparmiato qualche soldo (molti russi prendono questo volo, turisti o meno attraversano lì vicino il confine finno-russo).
Tornando in aeroporto, molti passeggeri arrivano dopo di me: chiaramente il gate chiude in ritardo e l'aereo ritarda di altrettanto tempo (una ventina di minuti).
Sono tre ore abbastanza sofferte quelle sull'aereo, addirittura compero un succo di frutta (il più economico che offrivano) a bordo. A fianco a me c'è una coppia italiana, con cui non parlo per quasi tutto il viaggio, scambio qualche parola solo verso la fine.
Finalmente arrivo in Finlandia. In aeroporto (molto piccolo) trovo degli svizzeri italofoni che cercano una sistemazione per la notte. Scopriamo che c'è un festival punk rock e lì vicino dei mökki (cottage finlandesi) in cui passare la notte.
Io mi dirigo al festival, che sta per finire. Non entro nell'area concerto perché è a pagamento, nonostante suoni l'ultima band. Intendono farmi pagare 30€ (la giornata)!
Girovago un po' per il grosso parcheggio, chiedo a dei ragazzi dove sia l'area "camping" ma poi decido di seguirli ad un pub. Facciamo amicizia, facciamo pure una partita a biliardo e tra una palla ed un'altra si scambiano due chiacchiere.
Si fa tardi ed esco dal pub, ritorno alla zona festival e incontro delle persone nel parcheggio. Dopo averci parlato, mi invitano nel loro mökki noleggiato a dormire; prima di andare a letto scambio due parole (le nostre vite, la Finlandia, bla bla) con una di loro, che mi offre anche del cibo (sorrisone).

Domenica 3 
Lappeenranta - Tampere
Saluto i ragazzi e mi incammino verso la strada per Tampere. In realtà mi fermo un paio di volta prima. Trovo uno sbocco su un lago (uno dei tanti, la Finlandia è "il paese dei 100 laghi"), chiamato Nuottasaari dove mi rilasso. Si sta davvero bene.
Successivamente mi fermo in un Lidl per prendere qualcosa da bere e mangiare, nonostante i prezzi altissimi.
L'autostop mi va molto bene: in poco più di 5 ore arrivo a Tampere, cambiando solo 3 auto: un uomo prima ed una ragazza (veniva dal festival) mi portano fino a Kouvola, dove dopo un po' mi prende una coppia (un po' improbabile) fino a Tampere.
Mi faccio un breve giro in città prima di andare a casa. A Tampere vengo ospitato da un amico italiano di un mio amico. Egli, Andrea, era il chitarrista degli ANXTV. Vive in Finlandia da 8 anni ed ha un bell'appartamento.
In casa non ha molte cose da cucinare, quindi decide di fare una pizza. Direi che è un ottimo benvenuto. Si chiacchiera un paio d'ore prima di andare a dormire.

Set di foto di Lappeenranta e di Tampere (tutto il viaggio in Finlandia, insomma)








venerdì 5 settembre 2014

Italia-Україна - Parte 5°, finale, scritta in super ritardo

Innanzitutto mi scuso con tutti/e e tutto e con me stesso per aver riportato il mio diario di viaggio (che, ricordo, risale all'estate 2013) solo dopo un anno. Sono un pirla. Vediamo di chiuderlo, però. Давай!

Mercoledì 3 (Agosto)
Si parte: sistemo le ultime cose, mangio e saluto Dmitrij. Ho un buon inizio di autostop, infatti una coppia mi tira su e mi porta per strada per circa 1 ora. Ma passa un sacco di tempo prima di essere preso su di nuovo, quando finalmente un ragazzo passa, ma solo per pochi chilometri: mi lascia quindi ad una fermata del pullman e cazzo, PIOVE. Tento qualche volta di richiamare l'attenzione sotto la pioggia ma niente. Mangio, ritento e però mi sposto più in là, dove dopo ancora molto tempo tra le macchine sfreccianti, passa David col suo rimorchio. Erano circa le 15 e andavamo pianissimo. Eccheccazzo, è la seconda volta che vengo tirato su da una carretta. Difatti arrivo ad Odessa alle 20.30 circa e dopo vari casini con le marshrutke arrivo finalmente al punto di incontro con Dasha, sotto una pioggia fortissima. Andiamo a casa sua che siamo fradici. Incontro il suo miglior amico e coinquilino Sasha (Aleksander), mi faccio una doccia, mangiamo e poi a dormire. Stupida pioggia. Spero che il giorno dopo sia meglio.

Giovedì 4
Spesa la mattina e si trovano altre cose vegan. WAFERS. Ed un altro pranzo cucinato, finalmente. La giornata inizia bene; nel tardo pomeriggio (perché fa troppo caldo prima) esco in centro città con D. e A. e faccio la mia escursione turistica.


Odessa è bellissima. La sera mi portano al "Falafel migliore di Odessa" che costa 14грн e 17грн con le patate. Sì, buonissimo. Sul tardi rimaniamo in piazza con dei loro amici a chiacchierare.

Venerdì 5
Ancora mini spesa al mattino e si compra una pasta italiana (che costa TROPPO!). La pasta va bene, la soia di Dasha non tanto (ahahah). Stavolta si esce in centro in bicicletta, solo io e D.: ho provato per la prima volta una bici fissa, in una città non mia. Sono vivo per culo. Giretto e si esce con amici. Si torna a casa un po' stanchi, si tenta di vedere un film, ma non ce la facciamo. Ok.

Sabato 6
Oggi si tiene ad Odessa il Маяк фест (Mayak=Faro Fest). Molta gente, un sacco di pazzi, bella musica (quasi tutta tamarra), ma soprattutto incontro amici di altre città, e uno pure di Mosca! Non c'è molto di cui parlarvi di un festival hardcore punk underground, ma qualche differenza tra la scena italiana l'ho notata: al bar non si servono birre! Ahahah, c'è l'acqua ed una bevanda di soia (vitamina e/o energetica e/o proteica, non ricordo) in alternativa. Il pogo è poco presente, per far spazio all'hardcore dancing tamarro (cazzo), i tuffi dal palco sono ben numerosi e spettacolari ma soprattutto la passione che gli hardcore kids ci mettono. Domenica è il secondo e ultimo giorno del festival.

Lunedì 8
Ultima giornata in Odessa. Vado brevemente in centro a comprar da mangiare con Илья e Вида (Ilya e Vida), amici di D. e A. presenti al festival e che dormivano a casa loro. Il resto della giornata lo spendo in casa e pianifico il mio ritorno in Italia.

Martedì 9
Dasha gentilissima mi da le indicazioni con tanto di mappa per lasciare Odessa. Così parto, perdo 3 marshrutke e alla 4° salgo. È piena di gente, ok, sopravvivo e raggiungo l'autostrada. Il mio autostop inizia alle 9:00 circa. Un geometra mi tira su e mi porta a Kyiv intorno alle 15! Bene, prendo la metro da sud fino ad ovest, dove c'è la strada che porta a L'viv. Da lì vengo tirato su da un camionista verso le 17 con cui percorro forse una cinquantina di km.
Un altro camionista mi tira su: egli era polacco (tendenzialmente i polacchi sono gentili, moltissimi sono disposti a dare passaggi agli autostoppisti e non a caso la Polonia è un meraviglioso paese da girare così) e mi porta a L'vivi dopo mezzanotte; come previsto, grandioso! Prendo un taxi e torno dai miei amici artisti a passare la notte.

Mercoledì 10
Oggi lascio quel meraviglioso paese che l'Україна è... Prendo qualche marshrutka dal centro per uscire dalla città. Fallisco perché mi porta non so dove.
Vengo tirato su da un ragazzo diretto a L'viv che mi riporta sulla strada per Chop (Чоп). Mentalità aperta, pare in gamba, infatti sta studiando l'inglese da solo (ricordo che nelle scuole statali ucraine non viene data importanza alla lingua inglese come può essere in Italia o altri paesi occidentali).
Arriva l'ora di un furgoncino che mi porta per buona parte della regione dei Transcarpazi (quelli ucraini che vanno a dare il nome al Zakarpats'ka Oblast') le cui bellissime montagne continuano i Slovacchia, Ungheria e Romania. Il paesaggio è spettacolare, posti che consiglierei a chiunque di visitare.
Successivamente, con "Luigi", carrozziere ungherese, attraverso il confine uscendo da Chop (UA) ed entrando in Ungheria a Záhony.
Ciao Ucraina.
Malvenuta Ungheria.
Le scritte in magyaro mi rendono triste, e prendo una multa di 5000 forint (15€, che non pagherò mai) dalla polizia di frontiera ungherese.
Odio l'Ungheria. A parte due giovani, di cui uno sta imparando l'italiano (e nessuno parla inglese) incontro le peggiori persone che potevo trovare a Nyíregyháza.
Non è troppo tardi per lasciare la città, ma è durissima. Passo la notte al coperto dopo aver passato una piccola somma ad un barista (il giovane parlava un buonissimo inglese), non avevo scelta, piovendo e stando chiusa la stazione dei treni. Egli aveva un'aria da superiore soprattutto con la sua ragazza, tenendo quindi un atteggiamento sessista. Non capivo l'ungherese ovviamente, ma da come parlava non si sentiva una normale armonia nella sua espressione vocale e facciale. "All Hungaryans are jerks", aveva ragione il bastardo.

Giovedì 11
Mi lascio alle spalle un orrendo mercoledì e lascio Nyíredioboia in autostop ed arrivo sulla M3 (l'unica autostrada ungherese) per Budapest. Un furgoncino mi porta sulla "tangenziale" di Budapest, quindi ad una stazione del gas dove poi imploro un camionista, il cui rimorchio porta targa italiana, di darmi un passaggio. "Claudio" è un rumeno diretto in Italia. FANTASTICO.
Lascio l'Ungheria, di cui premio gli autisti pro-autostop e la sonorità spesso triste ma melodica della lingua ungherese.
Ritorno in Slovenia.
Questo sì che è un bel paese. Invece l'Ungheria ha di bello al massimo il lago Balaton. Fascisti, capitalisti e merde.
Non ci sono foto dell'Ungheria perché la macchinetta fotografica era scarica. O forse non c'era nulla da fotografare. Non ricordo.
La Slovenia invece mi piace, paesaggi belli, gente carina.
Alle 9 di sera circa ci fermiamo alla stazione di servizio di Murska Sobota, dove Claudio deve fermarsi a mangiare e dormire (ed io pure).


Venerdì 12
Alle 5 di mattina ripartiamo. In circa 4 ore arriviamo al confine ed entriamo in Italia. Amarezza. Stranamente trovo rifiuti per strada e dopo un po', sul senso opposto di marcia dell'autostrada, un incidente che causa una fila enorme dietro di sé.
Benvenuti in Italia.
In una quindicina di giorni in UA non ho visto un incidente. Coincidenze? Possibilissimo, perché effettivamente la gente guida malissimo.
Mi faccio lasciare ad un autogrill a Padova, da cui c'è un accesso per un paesino in provincia. Qui trovo un bus per Padova e passo due giorni con amici di lì.

Finisce qui il mio viaggio e racconto. Che dire. Un esperienza unica per me fino ad allora. Mi è servito molto in un momento in cui dovevo prendere del tempo tutto per me e allontanarmi un po' da tutto e tutti. Un viaggio di divertimento, relax, riflessione e autocritica.
Nuovi luoghi, nuove persone, nuove storie e modi di vivere.
Esperienza da ripetere, forse in altri termini, ma sempre valida.

Set di foto durante la strada da Kyiv ad Odessa + Sed di foto di Odessa

martedì 11 marzo 2014

DO NOT PAY NOTHING

DALLA METRO
AL MERCATO

DAL TRENO
ALLE BOLLETTE
-

FROM THE SUBWAY
TO THE MARKET

FROM THE TRAIN
TO THE BILLS


A caccia di cibo

A caccia di cibo
L'uomo moderno come si procura il cibo?

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