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Blog senza nessuna periodicità, in cui appaiono pubblicazioni random, la maggior parte delle volte ripropongo ciò che già c'è in rete ma che non è stata data importanza. Anche diari di viaggi, musica e video e cose cattive.

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mercoledì 17 dicembre 2014

Punk è sovversione


Nel seguente testo si intende riproporre il punk (come l’hardcore, non facciamo differenze di termini musicali, intendiamo la stessa cultura) come minaccia verso l’esistente e rilanciare pratiche rivoluzionarie, oggi sempre più necessarie ed attuabili, visti gli eventi di questi anni, mesi, settimane. Segue una critica del concetto di punk, o meglio del suo aspetto “divino” (Punk). Sono messe tra le virgolette le citazioni da testi teorici politici/filosofici di altri autori.


“Tutta la vita delle società in cui regnano le moderne condi­zioni di produzione si presenta come un’immensa accumu­lazione di spettacoli.” Tutto il vissuto punk si è allontanato in una rappresentazione. Gruppi storici sono stati e sono ancora, ormai, il simbolo di una controcultura diventata subcultura.

L’era della globalizzazione detta la mercificazione di ogni aspetto nei rapporti tra le persone. Dove il disagio giovanile nell’età adolescenziale è fortemente presente negli individui che si sentono soli, incompresi e dove le interazioni sociali sono scarse o non permettono la necessaria soddisfazione del proprio ego.
Tali individui giovani entrano a far parte del circuito punk (D.I.Y., HC, etc).
Il nichilismo è una serie di fuochi d’artificio che esplodono durante la fase dell’adolescenza che detta una via, piuttosto che un’altra, al giovane che vive i suoi rapporti sociali in un determinato ambiente.
In molti punk questo è prodotto del disagio adolescenziale vissuto. Le strade sono poche, se ne evidenziano però principalmente due:
- l’ideologia conservatrice (spesso molto cristiana) ha il sopravvento, e dipinge la figura dei punk, dal ’77 al 2014. Buona parte dei punx rientra in questo quadro;
- in contrapposizione al conservatorismo è presente una forma di pensiero più radicale, più propensa al cambiamento continuo e alla rivoluzione costante di sé, promossa da una sempre più positiva attitudine che mira alla liberazione da ogni forma di autoritarismo e mercificazione delle idee e delle pratiche sul reale, rimuovendo costantemente il sipario dallo scenario dello spettacolo metropolitano.


Il punk è nato ed è subito morto. “Punk is dead” è uno slogan attuale e veritiero. Il punk come ideologia, il punk come “movimento”, il creatore ed il prodotto dell’ideologia conservatrice.
“E senza dubbio il nostro tempo preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere. Ciò che per esso è sacro, non è che l’illusione, ma ciò che è profano, è la verità. Anzi, ai suoi occhi il sacro aumenta man mano che decresce la verità e che cresce l’illusione, tanto che per esso il colmo dell’illusione è anche il colmo del sacro.”
Il Punk (come ideologia) è diventato Dio, sacro, un essere sovraumano – è l’illusione. È il costante riciclo di sé stesso, la rappresentazione a puntate del proprio ego nel palcoscenico dei concerti, dei parcheggi, dei marciapiedi, ormai luoghi ammirati da Dio, quindi la riaffermazione di un essere che deve esistere, sopra gli individui e le collettività. 



Punk come Musica: “Lo spettacolo, come inversione concreta della vita, è il movimento autonomo del non-vivente.”

È diventato uno strumento che ha come finalità l’espressione massima della Musica, del suo essere divino. Abbiamo, in realtà, creato noi la Musica, alla quale noi ci pieghiamo. Siamo suoi sudditi, a Lei tutto dobbiamo: i nostri soldi ed il nostro tempo – per tenerla in vita. Tenere in vita un mostro sacro.
Quello della Musica (o Punk) è diventata un ideologia a cui tutti e tutte dobbiamo credere, mandare avanti, ghettizzandolo e alimentarlo grazie a concerti fine a sé stessi, merchandise mercificato, volumi altissimi che nulla rompono in questo esistente, in cui le gioie ed i dolori non mancano comunque mai. Tra le stesse persone, per le stesse persone, per gli stessi motivi. Per nutrire sempre quello stesso essere.
È un Dio che non cammina con noi, che esiste in un altro mondo, non è, però, il realtà vivo.



“Lo spettacolo si presenta come una enorme positività indi­scutibile e inaccessibile. Non dice nulla di più che «ciò che appare è buono, ciò che è buono appare». L’atteggiamento che pretende per principio è l’accettazione passiva che di fatto ha già ottenuto con la sua maniera di apparire senza replica, con il suo monopolio di ciò che appare.”

Non c’è nulla di speciale dietro il Punk, dietro la Musica, non ci sono nuove relazioni, non c’è solidarietà, non c’è lotta – all’esistente. I suoi mezzi sono nello stesso tempo il suo fine: suonare in un locale o in un centro sociale, il giro di denaro intrappolato nel ghetto punk e diffuso nella società con le sue birre, la benzina, le magliette, i dischi pieni di messaggi vuoti. Lo spettacolo del punk giunge a sé stesso ed è la produzione principale della società attuale.
Il Punk non è altro che proprietà della società. Essa utilizza il circuito punk per alimentare sé stesso; è un circuito chiuso che a nulla si apre, non si spezza, non fa paura e non è una minaccia per niente e nessuno.


Il degrado umano era dovuto all’avere, all’accumulazione di beni, di merci. Dopo, la vita sociale delle persone è stata condotta sempre più al sembrare, ultimo scopo del capitale e della concessione del suo potere. L’individuo è stato rimodellato secondo i canoni delle potenze sociali a cui dipendeva (e dipende tutt’ora, chiaramente).
Il punk non è rimasto più come filosofia, ma il suo opposto divino, che oggi coscientemente chiamiamo “la scena” (Punk), ma esso ha filosofizzato la realtà. “La vita concreta di tutti si è degradata in universo speculativo”. Il Punk è ormai un universo speculativo, in cui le nostre energie, il tempo ed i nostri piaceri sono proprio l’oggetto di questa  speculazione
.


Elevare la subcultura del punk a controcultura.

Tutti gli ambiti sociali sono contro-rivoluzionari, perché sono solo interessati alla conservazione del loro triste conforto.“

Ma noi non vogliamo che accada questo. Non vogliamo che il punk sia una semplice subcultura qualsiasi, identità costruita in una società malata unità dalle mille divisioni, non vogliamo che sia un ambito sociale esclusivo, un club fine a sé stesso le cui forze non riescono, se addirittura non vogliono uscire dal proprio contesto, dal proprio circuito.
Il punk deve tornare ad essere una controcultura, uno strumento rivoluzionario, una minaccia.
L’Italia è oggi teatro quotidiano di scontri con le forze dell'ordine, le persone si stanno organizzando per resistere alla violenza e alla repressione dello Stato e la lotta per la riappropriazione delle strade ha alzato il livello del conflitto nella città vetrina. Crediamo sia il momento per le controculture di prendere una posizione e sperimentare nuove modalità d'azione.
Con controcultura vogliamo definire la differenza sostanziale da ogni tipo di subcultura. Quest’ultima è ormai un attore sul palcoscenico sociale capitalista, un identità che esprime forza solo nell’alimentare sé stesso e non un cambiamento politico a tutti gli effetti, nello stile di vita degli individui e di intere collettività auto-organizzate. Invece la controcultura intende proporsi come strumento di cambiamento radicale, rivoluzionario e insurrezionale, mettendo in atto quotidianamente e ad ogni evento pratiche finalizzate alla liberazione dall’autorità statale del capitale, ovvero la creazione di nuovi rapporti tra le persone lontani dalle logiche di dominio e coercizione, quindi lotte reali fatte di resistenza al potere del flusso di merci e della scienza poliziesca.

Abbiamo imparato a sopravvivere al prezzo della metropoli sviluppando comportamenti che rifiutano la regolare circolazione delle merci: non pagare il biglietto dei mezzi pubblici, rubare al supermercato o addirittura occupare una casa vuota.
Il punk è una cultura potente, è essenzialmente parte una cultura
di resistenza. Noi vogliamo ridare vita al progetto di costruzione di una cultura di resistenza (che già esiste, e va alimentata), uno spazio in cui le persone di molteplici culture possono sviluppare punti di riferimento comuni per attaccare la gerarchia in tutte le sue forme.


Punk, non Musica!

domenica 7 dicembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 6°

Domenica 17 - A.C.A.B.
È mezzanotte, quindi domanica 17. Ho oltrepassato la data di fine del mio visto (sabato 16) e sono ancora in Russia. sarei dovuto uscire ieri dal territorio russo.
Leggo ancora due pagine di libro, ma sono ansioso. Arriviamo a Belgorod (in russo: Белгород) alle 1 di notte tipo.
Dopo 1 minuto che il treno è fermo, la polizia russia di frontiera si materializza su tutto il vagone.
C'è il problema, non si può sorvolare e domenica 17 io non posso lasciare la Russia. Mi dicono che devo scendere dal treno e venire con loro, non posso che seguirli. Stavo pure per lasciare la carta di identità italiana sul treno, che
è partito - senza di me. Mi portano alla stazione di polizia (ferroviaria - di confine) e viene compilato il verbale.
Lo sbirro mi dice che pagando una tassa di 600 rubli (
рублей - in data 17 agosto ammontavano a 13€) alla banca, mi verrà consegnato il prolungamento della data del visto che mi permetterà di uscire dalla Russia.
Aggiungo: gli sbirri sono troppo teste di cazzo. Il giovane non ha voluto farmi chiamare Darya o qualcun'altro perché non può farlo dal suo telefono di servizio. Merda, dio boia. Sono costretto a rimanere qui.
Si sono fatte le 4:30 circa e mi tocca apsettare le 9 circa. La stazione è PIENA di persone che aspettano i treni, tra famiglie, single e single disagiati. In queste cinque ore "dormo" pochissimo. Alle 8 esco dalla stazione e mi metto a cercare la banca aperta di domenica. C'è ne è una ad 1km che apre alle 9. Ci vado subito. Ma in verità apre alle 10. Aspetto, apre, pago.
Torno alla stazione e sistemo tutto in 2 ore. Gli sbirri sono pure LENTI. CHE PALLE!

Compro un biglietto per Kharkiv
(in ucraino: Харків, in russo: Харьков), costa 5€ ed il treno arriverà alle 14:43 ucraine. Non sto a raccontarvi che il controllo passaporti sul treno per una cittadinanza come la mia (albanese) in quei paesi sia noiosa e piena di domande inutili.
Arrivo ad Kharkiv alle 15:30 circa, ora locale (l'orologio va indietro).

Mi dirigo a piedi allo squat e centro socio-culturale "Autonomia" occupato dai compagni e le compagne dell'ACT (in ucraino: Автономна Спілка Трудящих, in russo: Автономный Союз Трудящихся, Unione Autonoma dei Lavoratori), gruppo sindacalista libertario in Ucraina.
Questo è il primo posto occupato dai libertari nella storia di Kharkiv, ed ancora l'unico per ora.
È vivo solo da due mesi e stanno facendo ancora i lavori. Sono pronte delle stanze, la cucina, la sala assemblee/svago/meeting, etc. e bagno. Compagn* molto cordiali e oggi si festeggia anche il 27° anno di uno di loro. Qui quasi tutti sono vegan ed il cibo è squisito. Scambio due parole con qualcuno di loro e poi tutti a dormire.

Lunedì 18 - Persone
Lo squat è in corso di "restaurazione", ha elettricità ma non acqua, essa la prendono dal vicino riempendo le brocche.
I compagni e le compagne sono simpatici e simpatiche, molto in gamba, e mi è piaciuto molto stare lì. Interessante parlarci.
Decido di partire domani per Kyiv, e vado comunque tardi a letto (bravo me).

Martedì 19 - Patrioti
Colazione, zaino sistemato e partenza. Con la Metro mi dirigo sulla strada per Kyiv e inizio l'autostop. Solo dopo un'ora e mezza circa vengo tirato su. Quest'uomo successivamente tira su anche autostoppisti locali, ovvero adulti che chiedono un passaggio in un paesino non troppo lontano. Comunque, dopo un oretta mi lascia in un paesino e li aspetto una cosa come due ore. Vengo finalmente tirato su da due trentenni, ucraini, patrioti. Quello che guida parla un buonissimo inglese e quandi la comunicazione è semplicissima per me.
Molto gentili, mi hanno offerto anche la cena.
Egli mi ha raccontato di come sia andato anche a combattere (nel Donbass?) contro i separatisti che lui ritiene dei "terroristi". Dice che la situazione lì è grave, ed ha rischiato anche la vita nel portare viveri ai suoi compatrioti.
Parla un buon ucraino, un ottimo russo e dice che lui ed il suo amico odiano i russi, per quello che fanno nel Donbass e in passato con l'URSS. ma non è serissimo, infatti non è xenofobo ed anche se lui si sente ucraino, nascendo e crescendo in Ucraina, ha parenti e denitori russi e bielorussi.
Mi hanno fatto vedere anche un monumento a dei dissidenti dell'URSS morti nel 1939 lungo la strada, dentro un bosco.
Giungiamo finalmente a Kyiv alle 11 di sera. Sono ospite di Maryana, una studentessa di cinema, compagna anarchica, vegana crudista. Persona strana e interessante.
Starò da lei un paio di notti, prima di partire per un'altra avventura.

Mercoledì 20 - Kyiv
Giornata poco interessante, nonostante un breve giro nel "centro" di Kyiv.
rispetto all'anno scorso in città ho visto più bandiere ucraine, venditori/bancarelle con gadget patrioti, scritte sui muri. Al palazzo del Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina c'erano due enormi bandiere: quella ucraina e quella europea. Il Majdan aveva cambiato un po' di cose.


Set di foto delle giornate qui descritte.

domenica 23 novembre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 5°

Giovedì 14 - No TAV
Stasera terrò la presentazione/discussione sul movimento No TAV, introduzione al movimenti, breve storia, repressione, antiterrorismo come contro-insurrezione e movimento delle occupazioni.

La giornata è iniziata però male, con una dura esperienza: visto che non trovavo il punto esatto dell'incontro con Darya ed il mio cellulare non prendeva più una volta arrivato a Mosca, ho chiesto ad un ragazzo se mi prestasse il suo ed è stata dura: ho dovuto spiegare chi ero, cosa ci facevo lì e perché li ho chiesto il telefono (in russo chiaramente, con arrangiamenti in inglese per condire la storia) visto che il tizio era molto perplesso e anche impaurito. Dopo aver capito che non ero un ladro farabutto (mi ha confessato di pensare ciò di me) è  stato più facile parlargli. Ed ho infine contattato Darya, così trascorro con lei ed una sua amica il pomeriggio.

Si va poi alla libreria Tsiolkovskij (in russo: Циолковский), dove si terrà l'incontro coi moscoviti.



Poche persone, rispetto alle mie aspettative, all'incontro, visto che è agosto, ma viene comunque molto bene. Proiezioni di immagini e video, presentazione e poi discussione finale.
È stato anche filmato e registrato. Durata una buona oretta e mezza. La discussione non dura molto perché la libreria deve chiudere, ma ci si piazza in strada davanti a bere e parlare.

Venerdì 15 - Università piena di socialismo
Con Darya e Sergej (compagno e coinquilino di Darya) andiamo nella zona universitaria, dove passa la Moscova (in russo: Москва́, a volte Moskvareka = Москва́-река́).
Scendiamo alla metro Universitet (in russo: Университе́т).
L'Università statale di Lomonosov (in russo: Ломоносов) è IMPONENTE.
Cosa lo rende così maestoso non è solo la particolare e grossa struttura, ma i monumenti ed i simboli sovietici danno una potenza enorme all'immaginario che impone.
Intorno ci sono due grosse piazze e due enormi strade che circondano lo studentato. Infatti in quei enormi palazzi ci sono poche aulee, tutto il resto sono camere per studenti e docenti.
Siamo su una collina, che scopro poi essere chiamata Collina dei passeri (in russo: Воробьёвы горы,  Vorob'yovy gory) e da qui si può vedere Mosca.
Scendiamo e passeggiamo lungo la Moscova, di cui sulle sponde di cemento ci sediamo 10 minuti.

Torniamo in centro, ma la stazione della metro è quella della Collina dei passeri, da cui chiaramente prende il nome. Molto bella, si trova sospesa sul fiume. Fino al 1999 la Collina si chiamava Collina di Lenin.


Sulla strada per casa loro mi viene fatto visitare la zona degli "artisti", dove ci sono diversi locali tra cui uno veg molto carino.

Cambio quei pochi soldi che mi servono per comprare il biglietto del treno. Essendo che il visto per la Russia mi scade la mezzanotte tra sabato e domenica, mi è difficile attraversare il confine in tempo in autostop. Non chiedetemi perché non sono stato largo nelle date richieste. Sono un pirla.
Dopo aver pranzato molto tardi, Darya viene in stazione per aiutarmi a comprare il biglietto del treno.
Sfortuna vuole che i posti del treno che volevo prendere sono finiti (quindi niente biglietto, proprio) e mi tocca prendere un treno da 2174 rubli, 3 volte tante l'altro... Quindi torno a cambiare la valuta e cerchiamo di telefonare a Peter a casa per farmi dire il numero del passaporto. Sì, perché in Russia e Ucraina hai bisogno di dare i tuoi dati per comprare un treno.
Trovo conforto in un minimarket vicino grazie a biscotti e cioccolata e succo di mela.

Sabato 16 - Trenooooooooooo
Oggi si parte per l'Ucraina. Non sono teso per niente, so che una "dura" (si fa per dire) giornata mi attende.
Il treno parte alle 15:23 dalla stazione dei treni Kurskij, oppure Kurskaya (in russo: Курская, nome dalla metro omonima) ed io riesco a non arrivare in anticipo anche stavolta. Non sono uscito di casa presto e poi ho pure sbagliato fermata della metro (ma proprio oggi?).
Arrivo alle 15:18 ed il treno sta arrivando proprio ora sul binario. In Russia i treni arrivano tutti molto prima dell'orario di partenza perché i capovagoni (equivalenti al nostro capotreno, circa) controllano i biglietti e i passaporti prima di far salire tutti e tutte.
C'è Darya che mi aspetta al binario, ci scambiamo le ultime parole e saluti; con modesto ritardo il treno parte.

888888888
Il treno è un espresso, ci sono i letti: proviene da SPB ed arriva a Sinferopoli (se non ricordo male).
Penso, dormo, mangio, leggo un libro e 8 ore passano così.

Set di foto di Mosca del 14, 15 e 16 agosto.

venerdì 21 novembre 2014

Resistance in Milan

A report of rebellion, resistance and riot in Milan.

Milano, Italy. November 2014.

Thursday 14th N:
Eviction of two families from popular neighbourhood in suburb "Mecenate". Activists/comrades and non-activists of neighbourhood (immigrant and italian)* [*note: "people" were always composed in this way!] show solidarity immediately, started clashes with police to resist. The eviction has gone to bad, but people started to block the streets. Meeting was in afternoon to organize people.



17th & 18th N:
Riot are back in the town! Violent clashes erupted in 2 different popular suburbs ‪"Giambellino"‬ and "Corvetto"‬ against eviction and police militarization (and by Carabinieri too).

On Monday, in Giambellino eviction of 2 families from flats. Many people  has joined the barricades from the popular houses of the area: barricades, clashes, teargas (head height), cops and people injured, cops run to beat people too!
2 people of neighbourhood imprisoned (now free!).
After this, demonstration of all people started than (under a heavy rain) in the all suburb of Giambellino.

On Tuesday, in Corvetto eviction of "Corvaccio Squat", "SAO Rosa Nera (Occupied Anarchist Space "Black Rose")" and a family from occupied flat.
Barricades, clashes, teargas, cops and people injured. Students of a nearby school show solidarity and joined.
Big militarization around squat and social space. 3 comrades stayed all the day on the roof
Other 6 comrades conduct to police headquarters, now free too! Too bad, one pregnant woman loose the baby by struck in the abdomen by a policeman.
People blocked the streets and than made a defence picket all the afternoon.
In the evening a demonstration started with poeple from different suburbs, than a block of the streets. Demo has continued in the metro subway to Duomo, in the center: police answered with teargas throwing on the mob and chased people, clashes untill center zone ‪"‎Navigli‬/Ticinese".

Anti-eviction breakfasts are every morning in many suburbs. Started by announcement of the authorities about 200 planned evictions in a month.
Demonstrations/marches and neighbourhood meetings and town meeting are in many suburbs of the city everyday of the week.

There are 9000 popular empty flats that they has to be lived by poor families - but institutions don't want to assign them.
People need them and decided to occupy, so untill now 4000 are occupied.

Solidarity grows, people resists and racism loses ground.

STOP EVICTIONS!
BASTA SGOMBERI!


Mainstream newspapers' photos:
- 18th

Photos from activists on FB:
14th
14th 2
14th 3
17th + others
- 17th demo

Videos (various):
17th
17th 2
17th 3
18th
18th 2
18th 3

Anyway, institutions make jokes between themselves. Police is tired of suffering... OH, POOR! ;-(

giovedì 30 ottobre 2014

Suomi - Россия - Україна e 5 paesi in 24 ore. Parte 4°

Sabato 9 -  706 km
Mi sveglio tardi. Faccio colazione con Zhenya, preparo lo zaino e parto. Prendo la metro, poi l'autobus (detta marshrurtka - in russo: маршрутка) 196 che mi porterà alla fermata dell'autobus che sta sulla strada per Mosca.
Sui siti per autostoppisti si trovano tutte le informazioni necessarie a semplificarsi il viaggio, per non improvvisare e perdere tempo. Il sito che io preferisco è hitchwiki.org. Sembra il manuale dell'autostoppista.
Difatti dopo un'ora o più, un camionista si ferma. Va a Mosca, si va a Mosca!
È un 50enne di origine kazaka di nome Amir-qualcosa. Non ho capito tutto quello che diceva, ma era comunque molto simpatico. Ho passato tutto il resto della giornata su quel tir. Al tizio piaceva molto parlare, aveva bisogno di compagnia e ci siamo raccontati a vicenda vite e storie. Di tempo ne avevamo...
Per due volte ci siamo fermati a stazioni di servizio per tir e in entrambe mi ha offerto il pasto - oltretutto molto buono. La cucina kazaka e russa non sono di certo vegan-friendly, ma qualcosa di buono si riesce sempre a rimediare.
Finalmente arriviamo a Mosca per le 2 di notte. Mi deve lasciare in autostrada, lui ne deve prendere un'altra. Riesco a rimediare un taxi che mi porta a destinazione. Non era una persona malvagia, mi aveva chiesto una cifra un po' grossa, ma ha accettato la mia offerta. Boh, in Russia funziona così.
Arrivo a casa di "Peter" (Pyotr, in russo: Пётр) e Nadiya (in russo: Надия, abbreviazione di Nadezhda (Надежда)), una coppia di amici conosciuta a Milano, quando a luglio sono venuti a farsi un giro dell'Italia. Sono circa le 4 e mezza e ovviamente vado a letto senza scrivere nulla su questo diario.

Domenica 10 - Красная площадь
Giro turistico a Mosca. La prima cosa che una persona deve visitare è la Piazza Rossa (in russo: Красная площадь, Krasnaya ploshhad') ed il Cremlino. Mi ci portano Nadiya e Peter. Esperienza bellissima, da ripetere la sera/notte, ma specialmente d'inverno.
Un giro nelle vicinanze, si va a mangiare qualcosa e poi a casa. Giornata poco fantasiosa, ma vabbé.

Lunedì 11 - Книги
Oggi incontro Vanya (Ваня), il compagno che ha organizzato la discussione che terrò coi compagni moscoviti sulle lotte italiane (No TAV e terrorismo, occupazioni&squatting, etc.). Con egli c'è una compagna berlinese in visita anche lei a MSK.

Facciamo un giro di due librerie in cui ci sono le sezioni sull'anarchismo, "sinistra" radicale e robe libertarie varie. Entrambe un po' piccole, ma belle, ed in una di queste si terrà la discussione.
Andiamo in un ristorantino veg, roba molto buona, non troppo costosa. È pur sempre Mosca (una delle città più care al mondo).
Dopo si finisce anche per prendere un gelato artigianale fatto sul momento. Molto buono! Se non ricordo male, era un gelato tradizionale della Kamchatka.

Ci si lascia, ma io anziché prendere la metro, continuo per le vie di MSK senza essere troppo sicuro dove finirò. Finisco sulla Piazza Rossa casualmente e così, avvicinandosi la sera, me la giro di nuovo.


Torno a casa, mi aggiorno di quello che succede nel resto del mondo su internet e continuo a scrivere questo diario che in pochi leggeranno fino a questa data e vado a dormire.

Martedì 12 - Shopping e concerti
Come al solito mi alzo più o meno tardi. ma faccio colazione e pranzo. Non ho molto da scrivere anche oggi.
Nel pomeriggio sono andato al mercato di Izmajlovskaya (in russo: Измайловская) dove ci sono bancarelle e negozi per turisti.
Successivamente sono andato ad un concerto in un posto gestito da compagni (apparentemente, attualmente c'è una questione un po' spinosa interna alle dinamiche del movimento anarchico/comunista moscovita).
Ho incontrato un compagno che ha cercato di aiutarmi nell'organizzare concerti e discussione prima che partissi, poi una ragazza che stava al bar (a cucinare i panini vegan, ah che bontà!) che sapeva della discussione alla libreria. Non sapeva bene l'inglese, anzi, direi quasi nulla. Purtroppo in questi paesi il tasso di conoscenza della lingua inglese non è alto.*
Comunque, mi ha detto che ci verrà. Bella per lei.
Il concerto non era malissimo. È venuta gente da Murmansk (in russo: Mурманск, città russa dove fa freddissimo, ma tanto), forse la città più a nord della Russia. Grande e molto fredda.
L'unico inconveniente della serata è stato un ragazzo ubriaco che mi si è accollato fino alla metro. Che palle.


Mercoledì 13 - CCCP
Giornata piena di SOCIALISMO.
Sono andato in una parte della città molto bella dove si trova una mostra chiamata All-Russian Exhibition Center (VDNH) in cui ci si può arrivare con la metro, scendendo alla fermata omonima (in russo: ВДНХ, appunto).
Qui si trovano moltissimi monumenti. In particolare, vicinissimo alla metro, quelli sui protagonisti sovietici del cosmo e il suo museo sulla cosmonautica sovietica.
Dopo sono passato in una piazza dove come prima cosa si vede l'All-Union Agricultural Exhibition (l'entrata dell'VDNH) e più in là si trova una statua di Lenin, di fronte ad un enorme palazzo della SSSR (chiuso).
Non lontano da lì ce ne è un altro, ospitante, credo, un'istituzione e sotto invece un museo.
In cima a questo palazzo si trova un enorme monumento con l'uomo che tiene il martello e la donna che tiene la falce, ravvicinati con le braccia tese.

La sera mi ritrovo con Darya e compagni, siamo andati a giocare a basket: abbiamo oltrepassato la rete del campo da basket chiuso, pensavano fosse aperto. Ho conosciuto alcuni bei compagni e compagne che rivedrò all'incontro di domani.
Giornata fantastica!



* Secondo il sito EF Italia la Russia e l'Italia hanno registrato un basso livello della conoscenza dell'inglese. Non ho ben capito su quali dati si sono basati e quali sono le percentuali, visto che la Russia è enorme, è popolatissima e c'è un enorme differenza tra metropoli e paesi dispersi nel nulla. Tuttavia ho riscontrato che alcuni coetanei non sapevano parlare un buon inglese, si facevano capire; altri invece, lo avevano imparato molto bene, e ciò non dipende dal tipo di istruzione scolastica offerta né dal contesto culturale dei singoli. Russia—Embracing English and becoming more international Ed ancora: Which cities in the world speak the best English?

  • 31.Russia
  • 32.Italia
  • 35.Francia
  • 41.Turchia

Set di foto del viaggio per Mosca e città di MSK.
Set di foto di Mosca 11 e 12 agosto.
Set di foto di Mosca 13 agosto.

Élisée Reclus

Élisée Reclus
« Non è una digressione menzionare gli orrori della guerra in connessione con il massacro delle bestie ed i banchetti di carne. La dieta degli individui è in stretta relazione con il loro modo di agire. Sangue chiama sangue. »

A caccia di cibo

A caccia di cibo
L'uomo moderno come si procura il cibo?

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